Sul filo del rasoio
Spesso nella vita succedono cose impreviste ed inaspettate. Eventi banali ci possono portare a fare cose che non ci saremmo mai sognati di fare ed emergono parti di noi che sono rimaste sopite nel fondo della nostra anima. Mi chiamo Eliana, ho 42 anni. Mi sono sposata molto giovane con l’uomo sbagliato. Questo errore l’ho pagato caro, la separazione, il divorzio e un figlio da tirare su praticamente da sola. In questa piccola città del famoso nord est, ricca ma bigotta, sono stata gentilmente emarginata, sorrisi ipocriti e bisbigli di comari hanno sempre accompagnato ogni mia apparizione. Non che sia stata messa al bando, ma chiaramente non sono molto gradita, non sono l’esempio da seguire. Sul lavoro niente da dire, so fare bene il mio mestiere mi cercano e mi pagano bene, ma nessuna vera amicizia né confidenza. Anche gli uomini si sono sempre mostrati interessati alla preda facile ma senza intenzione di costruire una storia seria. Così col tempo ho finito per disinteressarmi a loro. Mio figlio, Luca è un bel ragazzo di 17 anni ed è di fatto tutta la mia vita. È un po’ timido e introverso, e questo si spiega con la mancanza di una figura maschile in casa, ma ha un buon carattere ed abbiamo un ottimo rapporto fatto di confidenza e complicità. Viviamo in una villetta alla periferia del paese e quest’estate, su pressante richiesta di Luca, abbiamo fatto installare un impianto satellitare. Tutto cominciò qualche giorno dopo. chiesi a Luca più esperto di me a districarsi fra i mille canali televisivi << C’è un bel giallo su tele+, di quelli che piacciono te>> << Bene>> replicai Nella disputa per installare l’impianto satellitare avevo posto come condizione di abilitare il televisore della mia camera da letto per evitare notti insonni a Luca. Ci mettemmo a letto con pop corn e coca cola in tenuta da notte, mutande e maglietta, tanto sapevo che a metà film mi sarei addormentata. Cosa che regolarmente avvenne. Non era un vero sonno profondo quanto un addormentarsi e riprendere coscienza a momenti e poi ricadere nelle braccia di Morfeo. Luca, quando si accorse del mio appisolamento, iniziò a cambiare canale e come immaginavo si fermò su un film erotico. Intravedevo sullo schermo donne e uomini nudi, ammucchiate, insomma, le solite cose di questo genere di film. Luca era molto interessato, immaginavo sin dall’inizio quale fosse il suo vero interesse per la tv satellitare, alla sua età era del tutto normale. Quando riaprii gli occhi, poco dopo, la cosa non mi parve più tanto normale. Luca si stava masturbando. Si era abbassato i boxer e, cercando di fare più piano possibile, se lo stava menando di gusto. Nel letto di sua madre, il porcello. Vedevo il suo uccello praticamente vicino al mio viso, Luca era seduto con la schiena appoggiata alla spalliera del letto. Ormai ero sveglia e non sapevo cosa fare. Avrei dovuto fargli una scenata, ma non né avevo assolutamente voglia, ero più sorpresa che arrabbiata. Così lo lasciai fare. Sempre fingendo di dormire continuai ad osservare i movimenti della sua mano, le contrazioni del suo bacino e, quando venne, gli schizzi abbondanti di sperma che gli inondavano la pancia. Dopo essersi ripreso spense la televisione e, cercando di non imbrattare dappertutto, si alzò e se tornò in camera sua. Rimuginai un po’ su quanto era successo e sulla faccia tosta di mio figlio, poi mi addormentai. La mattina dopo, a colazione, Luca si comportò come tutti gli altri giorni, era tutto normale, io invece ero un po’ scombussolata, scoprire così la sessualità di mio figlio e soprattutto la sua impudenza mi aveva un po’ turbata. Andai al lavoro, mi sarebbe piaciuto parlarne con qualcuno, ma non avevo amiche così intime, anzi chissà cosa avrebbero pensato, così tenni la cosa per me rimugginandoci sopra tutta la mattina e giunsi alla conclusione che il mio turbamento era ingiustificato e forse era dovuto al fatto di non avere più una mia vita sessuale. Qualche giorno dopo, mentre Luca era fuori, decisi di fare una piccola ricerca nella sua camera con la scusa di mettere in ordine. Volevo conoscere meglio mio figlio ed ero sicura che se era così attratto dalla pornografia avrei trovato delle riviste nascoste da qualche parte. Non volevo fargli una scenata ma ero molto curiosa. Non feci fatica a trovarle, erano in fondo ad un cassetto. Una decina di riviste, ne sfogliai qualcuna. Le solite cose. Notai però che ce n’era una particolarmente stropicciata e con macchie inequivocabili. La sfogliai, alcune pagine erano quasi incollate, evidentemente era la sua preferita, quella con cui dava sfogo ai sensi. Non riuscivo a capire cosa l’attirasse tanto di quella rivista poi, guardando meglio, capii. Tutte le donne erano perfettamente depilate, a parte i capelli, non c’era ombra di peli, le loro fighe erano perfettamente delineate. Chissà cosa ci trova di tanto eccitante pensai, forse l’esibizione spudorata di una figa veramente nuda, senza neppure i suoi peli. Rimisi tutto come avevo trovato e non ci pensai più, però mi accorsi che cominciavo a guardare Luca con altri occhi, i suoi vizietti e le sue manie me lo rendevano, in fondo, più simpatico. Si avvicinava il periodo delle ferie, avevo prenotato una settimana al mare in Corsica, sarebbe venuto anche Luca. Per l’occasione comprai un paio di costumi nuovi, molto carini. Il giorno prima della partenza mi accinsi a togliere i peli superflui che rischiavano di spuntare dal costume. Ripensando ai gusti di Luca mi balenò un’idea un po’ perversa. Depilarmi completamente e, stuzzicare Luca. era diventato rosso si precipitò a prenderli. Era visibilmente eccitato. Che spudorato, non riuscivo a credere alle mie orecchie Gli girai le spalle ed entrai in bagno. Che sfacciato. Si sarà reso conto, pensavo fra me, possibile che fosse così eccitato all’idea da perdere il senso della misura. Certo anch’io me l’ero proprio andata a cercare. Intanto mi ero tolta i pantaloni e gli slip e, mentre cercavo gli strumenti per la depilazione, avvertii la sensazione di essere osservata. Certo, pensai, se era così eccitato da perdere il senso dalla misura cosa gli impedisce di spiarmi dal buco della serratura. Mi accorsi che la cosa un po’ m’intrigava. Era un bel po’ che non ero fatta oggetto d’attenzioni sessuali. Mi guardai allo specchio. Ero sempre una bella donna, alta e asciutta senza un filo di cellulite. Mi carezzi la pancia. E va bene, dissi fra me, se è questo che vuole facciamo contento lo sporcaccione. Mi sedetti sul bordo della vasca sul lato davanti la porta, aprii le gambe e con le forbici cominciai a tagliare i peli a ciuffi, dopo questa sfoltita, presi la bomboletta della schiuma da barba, l’agitai per benino e, raccoltane un po’ sulla mano, cominciai a spargerla sul pube. Stavo facendo le cose con molta calma e sensualità. Mi stava salendo un’eccitazione languida. Era tutto così piacevole, l’idea che Luca stesse spiando dal buco della serratura poi, rendeva tutto più intrigante. Feci passare qualche minuto, poi presi il rasoio e iniziai a radermi. Il contatto freddo della lama sulla pelle mi dava i brividi. Non avrei mai immaginato che la cosa potesse essere così eccitante. Dovevo fare uno sforzo per concentrarmi sulla rasatura perché, l’eccitazione mi stava facendo tremare la mano. Fortuna che era un rasoio usa e getta, fosse stato uno di quelli vecchi a mano libera in questo stato sarebbe stata un’operazione molto pericolosa. Ma forse più eccitante. Avevo appoggiato uno specchio tondo su un panchetto dentro la vasca dal quale seguivo le operazioni nelle zone più interne. Appoggiai prima un piede e poi l’altro sui lati della vasca per radere a fondo tutti i peli. Lo specchio mi rimandava l’immagine della mia figa spudoratamente nuda e spalancata, data la posizione. Pensai a Luca fuori la porta, doveva essere in delirio, chissà se si stava già masturbando o se avrebbe rimandato l’operazione a più tardi. Finii di radermi, passai una salvietta inumidita per togliere i residui di schiuma e m’incantai ad osservare il risultato. Mi piaceva, mi trovavo molto arrapante. Avevo acquistato una crema emolliente per placare l’irritazione e cominciai a spargerla sulla pelle mentre continuavo a guardarmi allo specchio. Ero sempre più eccitata. Dovevo masturbarmi. Non in quella posizione però, va bene essere comprensivi con i figli ma c’è un limite a tutto. Questa era una cosa solo mia. Mi girai dando la schiena alla porta e mi accarezzai dopo tanto tempo. Il clitoride era completamente scappucciato, lo accarezzai con la punta delle dita, brividi di piacere mi correvano lungo la schiena. Avrei voluto dare sfogo alla mia libidine in modo selvaggio ma dovevo contenermi, così continuai a titillarmi lentamente. Cercai di trattenermi nell’orgasmo ma, un lungo e potente brivido mi corse lungo la schiena. Se Luca era ancora alla porta non avrebbe potuto non capire. Ma sì, in fondo chi se ne importa. Uno pari. Mi risistemai e uscii dal bagno. Luca ovviamente non c’era. La porta della sua camera era chiusa. Mi avvicinai e accostai l’occhio al buco della serratura. Si vedevano solo le gambe. Aveva i jeans alle ginocchia e le sue gambe erano in preda allo spasimo. Aveva visto tutto. Le vacanze in Corsica furono stupende. Il villaggio era nuovo e ben organizzato, il mare bellissimo. Ogni tanto ripensavo con languore a quanto accaduto. In fondo non era successo nulla d’irreparabile e, soprattutto era piaciuto a tutt’e due. Luca mi marcava stretto. Sembrava quasi geloso. Dopo qualche giorno i peli cominciarono a ricrescere con un fastidioso prurito. chiesi a Luca. Divenne rosso <
